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Dati introduttivi – Pasta secca e fresca italiana

Esporta-pasta-italiana

Cosa comprende il settore della pasta secca e fresca rigorosamente Made in Italy: il settore comprende principalmente le imprese che operano nel comparto della pasta fresca industriale ripiena (tortellini, tortelloni, ecc.), pasta fresca industriale non ripiena (tagliatelle, altri formati), pasta secca all’uovo, pasta secca di semola, cuscus, gnocchi, riso.

Caratteristiche del settore: il settore occupa circa 25 mila addetti in quasi 4,4 mila imprese, con produzione (in valore) pari a 6,5 miliardi di euro. Dopo aver rilevato positivamente una efficace risposta alla crisi fin dal 2014, per il prossimo biennio si prevede uno sviluppo della produzione in accelerazione ad almeno 4 p.p., frutto del consolidamento dello sviluppo della domanda interna (sotto il punto percentuale) e da una più accesa spinta dell’export (ca + 5% a/a).

Principali imprese del settore: le principali 20 imprese operanti nel settore della pasta, per importanza del valore della produzione, sono: F.lli De Cecco di Filippo Spa, F. Divella Spa, Pastificio Rana Spa, Newlat Spa, Pasta Zara Spa, Pastificio Lucio Garofalo Spa, De Matteis Agroalimentare Spa, Rummo Spa, Molino e Pastificio De Cecco Spa, Valdigrano di Flavio Pagani, Pastificio Guido Ferrara Spa, Pastificio Antonio Pallante, Pastificio Di Martino G. & F.lli, La Molisana Spa, Pastificio Attilio Mastromauro Granoro, Pasta Berruto Spa, Grandi Pastai Italiani Spa, Voltan, Liguori Pastificio dal 1820 Spa, Pastificio Riscossa F.lli Mastromauro.

Dove esportare la pasta italiana?

Il commercio estero: l’Italia è il primo esportatore mondiale di pasta fresca e secca. La concorrenza esercitata da alcuni produttori particolarmente aggressivi sul fronte del prezzo (Cina) ha tuttavia parzialmente eroso la nostra quota sul commercio globale.

Paesi destinatari: la destinazione principale delle esportazioni italiane è l’Europa Occidentale, con una quota di assorbimento del 60,4% dell’export settoriale. La quota dell’Europa Occidentale è in graduale flessione, a beneficio di una maggiore diversificazione delle destinazioni, che ha prodotto una crescita per la maggior parte delle aree, con la sola eccezione di Asia e Africa Centro Meridionale. In termini di singoli Paesi, Germania, Francia e Regno Unito sono di gran lunga i leader tra i mercati di sbocco (le tre aree assorbono quasi il 45% di tutto il commercio estero italiano): merito della contaminazione della tradizione culinaria, dall’intensità dei rapporti, dai flussi migratori e turistici. A seguire, rilevante la posizione degli Stati Uniti (10,1%).

Concorrenti: come anticipato, l’Italia è il principale esportatore mondiale di pasta fresca e secca. Tuttavia, la sua quota nel commercio globale è scesa sotto il 40%, e continua ad essere parzialmente erosa dall’azione aggressiva di molti competitors come Cina, Thailandia, Canada, e in Europa da Belgio, Austria, OlandRiso-italiano- EGOa.

Dove esportare nei prossimi tre anni: riteniamo opportuno, anche nel corso del prossimo triennio, puntare l’attenzione sui mercati che attualmente possono garantire gli sbocchi commerciali più proficui. Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Francia non potranno che essere oggetto di attento presidio. Al di fuori di tale recinto, da non dimenticare il crescente contributo dei Paesi emergenti.

 

Il piatto più conosciuto al mondo? La  pasta ovviamente!

 

 

I principalgraficopastai mercati per l’Italia sono Germania, Regno Unito, Francia, USA che insieme importano quasi 1,5 miliardi di euro dell’export italiano, cioè oltre il 50 % del mercato totale.
La pasta italiana negli ultimi anni è stata particolarmente apprezzata nei mercati nordici dove si possono notare variazioni positive.

Ecco alcuni dei nostri prodotti:
Tagliatelle, spaghetti, penne, fusilli, maccheroni, ravioli, lasagne; salse, sughi (pomodoro, pesto, amtriciana, bolognese) e condimenti per primi piatti 100% Made in Italy ; riso Arborio, Basmati, Carnaroli e altre qualità d’eccellenza.