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Olio di oliva italiano ecco alcune informazioni utili per l’export

Cosa comprende il settore: il settore dell’olio comprende le produzioni italiane di olio di oliva grezzo, olio extra vergine, olio di semi raffinati (di soia, di arachidi, di girasole, di mais), margarina e grassi di origine vegetale commestibile.

olio-di-oliva-exportCaratteristiche del settore: il settore occupa circa 13 mila addetti in 3,3 mila imprese, con produzione (in valore) pari a 8,3 miliardi di euro. Per il prossimo biennio si prevede uno sviluppo della produzione di almeno 2 – 3 p.p., trainato da una ripresa della domanda interna (sotto il punto percentuale) e da una più dinamica progressione dell’export (ca + 6% a/a).

Principali imprese del settore: le principali 20 imprese operanti nel settore, per importanza del valore della produzione, sono: Bunge Italia Spa, Olive-italiane- EGOCereal Docks Spa, Unigrà Srl, Carapelli Firenze Spa, Casa Olearia Italiana Spa, Tampieri Spa, Società per azioni Lucchese, Castel del Chianti Spa, Oleificio Medio Piave Spa, Industria Olearia Biagio Mataluni, Oleificio Zucchi Spa, Olitalia Srl, Fratelli Carli Spa, Fiorentini Firenze Spa, Monini Spa, Farchioni Oli Spa, Pietro Coricelli Spa, Costa d’Oro Spa, Olearia De Santis Spa, CSM Italia Srl.

Il commercio con l’estero di olio italiano

Il commercio estero: l’Italia è il 13mo esportatore mondiale di oli & co. Nonostante l’agguerrita concorrenza di alcune controparti internazionali (emergenti, e non solo), il nostro Paese è riuscito a difendere la propria quota sul commercio mondiale nel corso degli ultimi 7 anni.

Paesi destinatari: così come avviene per la complessità dell’industria manifatturiera, è l’Europa Occidentale la prima area di destinazione dell’export italiano. Nel 2014 tale macro zona ha infatti assorbito il 40,2% di tutte le vendite estere settoriali; nel resto del mondo, si segnala la progressione delle economie emergenti, vicine e lontane. Ad ogni modo, sono ancora le economie avanzate le principali aree di sbocco delle esportazioni italiane, con Stati Uniti, Germania e Francia nelle prime tre posizioni (per oltre il 40% cumulato). A seguire il Giappone (5,8%), Canada (4,6%), Austria (4,5%), Regno Unito (3,1%), Polonia (2,9%), Svizzera (2,4%) e Grecia (2,3%).

Concorrenti: i principali esportatori mondiali di olio sono Indonesia, Malesia, Argentina, Brasile e Stati Uniti. Tuttavia, se ci limitiamo ad osservare il novero dei principali concorrenti nei mercati maggiormente rilevanti per l’Italia, lo scenario cambia radicalmente: i competitors da tenere sotto controllo sono, in questo caso, Canada e Olanda.

Opportunità di business per l’estero

Dove esportare nei prossimi tre anni: nel corso del prossimo triennio è prevedibile un dinamico incremento delle esportazioni di olio e, in particolare, di olio di oliva extravergine. Riteniamo che il peso dell’Europa occidentale continuerà ad essere relativamente prevalente, ma lascerà ampio spazio al consolidamento dell’area Nafta e alla crescita delle economie emergenti.