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Esportare vino e birra italiani

Cosa comprende il settore della frutta e verdura

il macro settore comprende le imprese che producono e imbottigliano vino di uve destinato al consumo finale (vini ordinari, vini speciali e altre bevande fermentate) birre e altri prodotti a base di malto.

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Caratteristiche del settore :
Il settore della del vino e della birra fornisce lavoro a circa 15 mila persone in oltre 2,1 mila imprese, con un fatturato di oltre 9 miliardi di euro. Il business di tali comparti è in miglioramento sia sul fronte della domanda interna che dell’export, e le previsioni per il prossimo biennio sembrano essere piuttosto incoraggianti circa la possibilità di sviluppare ulteriormente la produzione. L’export è atteso crescere per circa il 6% per quanto attiene la birra, e di circa il 3,5% per il vino.

Le principali imprese nel settore:
Le principali 10 imprese operanti nel settore del vino, per importanza del valore della produzione, sono: Gruppo Italiano Vini GIV, Cantine Riunite & CIV, Coop. Agric. Viti-Frutticoltori Italiani, Fratelli Martini Secondo Luigi Spa, Cavit Cantina Viticoltori Scarl, Casa Vinicola Botter Carlo & C. Spa, Enotailia Spa, Casa Vinicola Zonin Spa, Giordano Vini Spa, Nosio Spa. Le principali imprese operanti nel settore della birra, per importanza del valore della produzione, sono: Heineken Italia Spa, Birra Peroni Srl, Carlsberg Italia Spa, Birra Castello Spa, Birra Forst Spa, Birra Menabrea Spa, Diamalteria Italiana, Agroalimentare Sud, Saplo Spa.

Il commercio estero:

L’Italia è uno dei massimi operatori globali nel comparto. Con specifico riferimento al vino, si ricorda come il BelPaese sia il secondo esportatore mondiale, e come sia riuscito a incrementare la propria quota sul commercio internazionale nel corso degli ultimi cinque anni, difendendo le proprie produzioni da altri co-leader come la Francia, e da nazioni in grado di occupare posizioni di rilievo nei mercati di riferimento, come Spagna e Australia.

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Paesi destinatari: l’Europa Occidentale è la principale area di destinazione delle produzioni italiane, con un livello di assorbimento di oltre il 55%. Sta tuttavia acquisendo una primaria importanza l’area Nafta (con gli Stati Uniti in primis). Si registra inoltre una positiva diversificazione crescente dei flussi verso i Paesi dell’Europa Centro Orientale e verso l’Asia.

Concorrenti: il principale esportatore mondiale di vino è la Francia. L’Italia deve tuttavia difendere la propria quota di mercato nelle principali destinazioni di riferimento anche dalla concorrenza accesa – specialmente in termini di prezzo – di Spagna, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Argentina, Stati Uniti, Germania. Per quanto attiene la birra, Regno Unito, Olanda, Danimarca, Cina, Messico e Stati Uniti sono tra i principali operatori di rilievo.

Dove esportare nei prossimi tre anni: nel corso del prossimo triennio l’Europa Occidentale potrebbe perdere qualche punto in termini di relativa importanza dell’export di settore, a beneficio dei nuovi Paesi UE e, soprattutto, dell’Asia.